Volontari
1Gen/130

Invito alla lettura! (ovvero benvenuti!)

Finalmente un blog dei volontari ENGIM Piemonte, di persone che partono con i nostri progetti di mobilità e che si impegnano in esperienze di volontariato, di studio e di ricerca in paesi del sud del mondo.

Alcuni scrivono tanto e tante volte, altri solo piccole testimonianze impressionistiche e fugaci, ma ogni contributo è prezioso per dare visibilità a queste belle esperienze di vita.

Vi invitiamo a leggere questi contributi per tanti motivi; per conoscere, per riflettere, per attivarsi e chissà.... anche per partire!!!

I contributi sono organizzati per autori, per paesi e per progetti, con la possibilità quindi di approfondire le vostre letture secondo quanto vi è più utile.

Buona lettura a tutti,

 

Mara Costanzo,  Responsabile Mobilità di Engim Piemonte Internazionale

 

 

Nel caso dei progetti di Servizio Volontario Europeo, i  progetti sono finanziati con il sostegno della Commissione Europea. L’autore è il solo responsabile di questo blog e la Commissione declina ogni responsabilità sull’uso che potrà essere fatto delle informazioni in esso contenute.

12Giu/180

Testa, cuore e mucho amor!

BENEDETTA

Nella vita ci vuole testa, ma quante volte ascoltiamo il nostro cuore.... Molte persone pensano che seguire il cuore sia sbagliato, ma perché?

Sappiamo obbedire alle regole, leggi e istruzioni della nostra societá e poi ci incasiniamo per le emozioni; viviamo di limiti, di barriere, di muri per paura di non ferirci e cosí non viviamo.

Vivere significa soffrire, piangere fino a sentire il dolore che ti lacera le ossa, per poi ritrovare la gioia in un sorriso, in un abbraccio, in una qualsiasi cosa anche infinitamente piccola, ma che per te diventa magnifica.

Quando sono arrivata ad Aguascalientes, Messico, mi sentivo abbastanza forte da poter affrontare una situazione forse un po’ piú grande dei miei piccoli 20 anni. Arrivati alla casa, la mia nuova casa, per la prima volta sola, anzi con i miei compagni di servizio, ma con responsabilitá nuove, mi sentii persa. Sono passata dalla mia casa di campagna nella provincia di Verona, ad un appartamento, senza lavatrice, senza lavastoviglie, senza microonde, senza riscaldamento, senza aria condizionata e senza quasi un mobile, in una zona povera del Messico centrale.

I primi giorni, conoscendo la realtá dei bambini, mi si spezzava il cuore ogni minuto, ma con il passare del tempo, vedendo che con un semplice abbraccio, un sorriso, un dolcetto (quanto vanno pazzi per lo zucchero!!) o un tenero ti voglio bene i loro visi si trasformavano da tristi a felici mi risollevava l’animo.

La gioia dopo il dolore ti fa sentire libero, invincibile. E proprio in quel momento ti ricade il mondo addosso, questo é il bello della vita. Un giorno riesci a insegnare a un bambino a fare una sottrazione e il giorno dopo ti ritrovi a spiegargli per la centesima volta che 2-7 non si puó fare.

Ma d'altronde dietro alle sconfitte più grandi, ci sono le più grandi vittorie. Eh sí, la soddisfazione. Un’emozione bellissima, faticosa e per questo fantastica.

La soddisfazione di sentire Carol che non smette di chiederti di darle più compiti, di vedere Santi (5 anni) che impara a scrivere la “A” e la ” B”, di vedere Pepe che scrive i numeri fino al 300.

Nella vita spesso cerchiamo la strada piú semplice, per fare meno fatica, ma quando la vita ti sputa in faccia delle difficoltá che neanche potevi immaginare, lí devi trovare dentro di te una forza che neanche pensavi di avere, un coraggio mai tirato fuori e un’energia infinita.

Penserai di non farcela, di non essere all’altezza, ti sentirai inutile, incapace e chissá quante volte vorrai mollare, ma no. Chissá quante volte davanti a Miriam e Valeria vorrai implorarle di non litigare per una matita o chissá quante volte Bryan e Carlitos verranno all’apoyo iperattivi e ti tireranno il pallone in faccia mentre tu stai cercando di capire cosa gli hanno dato di compiti spiando i loro quaderni, chissá quante volte!

Credo che il servizio civile sia un aiuto importante per le comunitá dove andiamo, ma ancor di piú lo é per noi, giovani, con tanto amore da dare e pronti a riceverne ancor di piú!

Benedetta Procura, Volontaria in Servizio Civile in Messico

21Mag/180

La bellezza di un semplice incontro

Ci sono appuntamenti e appuntamenti, ad ognuno la sua importanza.

Un gruppo di bambini che incontra un gruppo di anziani è un incontro di vita. La visita dei bambini del centro educativo “Leonardo Murialdo”, di Hermosillo, alla casa di riposo “Mezon Don Bosco” è stata un'iniziativa di condivisione e solidarietà.

ospizio 2

Consegnata la raccolta di alimenti per la struttura e le belle farfalle colorate costruite per gli anziani, i bambini avevano già colonizzato stanze e cortili. Spontaneamente auto-organizzati quei piccoli uomini erano divisi in gruppetti a fare domande e ascoltare le storie dei signori. Incuriositi e interessati correvano a chiamarmi “Maestra, maestra, vieni devi conoscere el abuelo Jesus”, un altro “maestra vieni ad ascoltare Martin, è stato in guerra per il nostro Messico”.

C'è magia in quest'incontro, quei ninos sempre così scalmanati oggi così intenti ad ascoltare. Si sentono responsabili nel regalare sorrisi, attenzioni e compagnia per un giorno.

2Mag/180

TI SEI FATTO STRANIERO E TI HANNO ACCOLTO

Accogliere, essere accolti, reimparare, servire e credere.

foto 1

Troppo spesso ormai si sente parlare di accoglienza, di immigrazione, di integrazione. Tutti temi scottanti, che fanno scaldare gli animi, temi che per molti sono motivo di rabbia, di critica, di incomprensione. Tutti i popoli sono stati migranti, ma non tutte le genti sanno anche solo immaginare che cosa significhi essere stranieri. Che cosa significa allora farsi straniero? Non si è di certo stranieri quando si parte in vacanza per un paese esotico, e non si è stranieri nei panni del turista, piuttosto, lo si è quando ci si ritrova completamente immersi in una cultura talmente lontana che a tratti sembra di essere salito su una macchina del tempo, lo si è quando ci si ritrova a mille miglia lontano da casa, dai volti conosciuti, dai modi di fare familiari, dalle proprie abitudini, dalla propria cultura, lo si è quando l’unico a conoscerla sei tu. Si è stranieri quando ti capita di capire che i discorsi che fai con le persone vengono interpretati, alle volte, in maniera così diversa che sarebbe difficile persino raccontarle, queste maniere.

24Apr/180

Ahorita llego!

hermosillo deserto

Marzo e la primavera, più che altro l’estate.

Il caldo non da tregua, alcune volte “llega el fruente frio” dicono, parliamo di una ventina di gradi. Temperature a parte questo mese mi ha fatto un regalo bellissimo. Non è quantificabile, non è spiegabile a parole, non so se posso disegnarlo.

Sono quattro mesi che vivo in Messico, un terzo del tempo che passerò qui, 121 giorni di emozioni grandi, violente, inaspettate, dure alcune volte. Ho voglia di tirare le somme e raccontarmi un po’, giusto per raccogliere le idee.

hermosillo bimba

Sono Arianna, ho 24 anni e vivo in America, nel cuore del deserto di Sonora, città di Hermosillo.

Qui mi innamoro della vita all'incirca 24 volte al giorno, sì, tante quante sono le ore di un giorno. Perché qui ogni ora succede qualcosa di inaspettato e imprevedibile: la vicina di casa che ti prepara un panino quando torni, stanca, dalla giornata di lavoro, i bambini che ti regalano un fiore alle tre del pomeriggio e te lo richiedono indietro alle quattro “perché è troppo bello maestra, devo portarlo a mia nonna”, Padre Livio che ormai non parla più italiano ma alcune volte usa parole in dialetto piemontese, Martin, il signore delle tortillas che ogni mattina ti chiede come stai, se hai mangiato, se vuoi una tortilla de harina o de mais, ma si risponde da solo, “porque claro, a ti gusta de harina, güera” (aggettivo che qui usano per le persone con la pelle chiara).

11Apr/180

Ogni strada porta in grembo il suo segreto!

Ogni strada porta in grembo il suo segreto”, così recita una canzone di un trio di rapper romani; niente di più vero nella zona orientale periferica di Aguascalientes, dove ogni strada e ogni quartiere, seppur limitrofi e apparentemente simili, portano con sé criticità, storie e situazioni estremamente diverse tra loro. Se una è la strada più tranquilla al mondo, la parallela può risultare completamente da evitare.

giuseppe al lavoro

I nostri ragazzi provengono da questa realtà, conoscono benissimo le zone da frequentare e quelle da evitare, quasi immersi da una routine di vita alienante. “Che hai fatto durante il fine settimana”? - domando spesso il lunedì mattina - “Niente, ho dormito.” o “Nulla maestro, ho guardato la tele”.

27Mar/180

Carnevale a Bissau

Non mi sarei mai aspettata di festeggiare il Carnevale in Guinea Bissau, eppure per il paese è una delle ricorrenze più importanti e celebrate durante l’anno, ed è uno dei Carnevali più famosi dell’Africa Occidentale.

carnevale 2018 3

31Gen/180

PICCANTE CON GHIACCIO, POR FAVOR!

Nuova immagine

Hai mai pensato di poter esser drago?

Immagina di aver una fucina nello stomaco.

L'esofago incandescente conduce alla faringe.

Qui, grazie all'aria introdotta dalla bocca, nasce il fuoco.

Il miracolo Prometeico racchiuso nella tua gola.

Fiamme ardenti ed indemoniate, strangolano la lingua e si stagliano tra i denti in cerca di libertà.

Se ora ti avessi di fronte, caro nemico, mi basterebbe un soffio per carbonizzarti.

Ridurti a brace da calpestare.

Poi cenere da disperdere e dimenticare.

Ma, siccome non ho nemici, mi limiterò ad ordinare un altro tacos con salsa di Chile cerrano della Señora Rosario.

Sentirmi Drago mi aiuta a riflettere.
Rifletto spesso sui nostri bambini e le loro difficoltà d'ascolto e d'espressione.

Si vergognano a mostrarsi interessati.

Curiosi.

Capaci.

Intelligenti.

Quasi vigesse un imperativo di "Cazzonaggine" al quale sottostare, con il volere o con la forza.

Quando, per errore o distrazione, catturi il loro entusiasmo, improvvisamente si spaventano e come tartarughine grinzose si nascondono nei loro carapaci quasi inespugnabili.

Quasi.

Ed io vorrei solo poter cucire una cerniera lungo il loro petto.

Così: facile da aprire e da chiudere.

9Mar/170

Dal villaggio alla baraccopoli: storie di servizio civile in Kenya

siong 1Dopo aver vissuto circa quattro mesi a Siongiroi, un piccolo villaggio di capanne in Kenya, grazie alla nostra organizzazione abbiamo potuto scoprire un'altra parte di questo bellissimo paese. L'occasione è stata la missione di monitoraggio del Direttore e della nostra responsabile paese in Italia. Durante il viaggio ci siamo resi conto di quanto ci eravamo già affezionati al nostro villaggio, anche se effettivamente i disagi (per non chiamarla povertà) non mancano. Non è il tipo di povertà che si trova nel cuore di una persona, che banalmente si può definire infelicità, ma semplicemente quella causata dalla mancanza di beni primari come acqua, cibo, vestiti.... Anche a fronte di tutti questi problemi, Siongiroi ha una ricchezza di valore inestimabile: il sorriso che non si spegne mai sui volti dei bambini.

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14Feb/170

JAM Portogallo – L’esperienza del gruppo a Lisboa!

La nostra avventura in Portogallo è iniziata con la sensazione che si prova guardando l’oceano da Cabo da Roca: la certezza della terra, del già vissuto e del conosciuto alle nostre spalle, il nostro sguardo rivolto verso l’oceano e verso l’orizzonte vasto e sconosciuto. Come al tempo delle grandi scoperte, avevamo in mano una carta tracciata solo in parte e con grandi spazi bianchi da riempire.

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14Feb/170

JAM Barcellona – Tirocinio in ambito ambientale

Mi chiamo Alessia, ho 29 anni e ho partecipato al progetto Jam - Job Abroad Mobility di Engim Piemonte. Quando ho ricevuto la notizia di essere stata scelta come jammista sono stata fin da subito contenta della possibilità di poter trascorrere un periodo di tirocinio all'estero, per di più nella splendida città di Barcellona.

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