“Pole pole”, ovvero “lentamente, con calma”, è l’espressione che meglio racchiude questa esperienza in Kenya. Sono arrivata a Embu quattro mesi fa e ogni giorno rappresenta la scoperta di un nuovo modo di vivere basato sulla valorizzazione del tempo, la pazienza e il vivere nel presente, contrastando la frenesia moderna.
Il progetto di Servizio Civile si sta rivelando un cammino intenso e profondamente significativo. Fin dai primi mesi mi sono confrontata con un contesto culturale, sociale ed educativo molto diverso dal mio: un cambiamento che inizialmente ha richiesto un grande sforzo di adattamento, ma che col tempo si sta trasformando in una preziosa occasione di crescita. Grazie a questa esperienza sto imparando a rallentare e a dare valore al tempo che vivo.
Qui l’accoglienza riservata agli ospiti è davvero speciale: fin dal primo momento sono stata accolta in modo estremamente positivo, con inviti agli eventi locali o semplicemente a case delle persone.
Sin da subito la gente si è mostrata curiosa e interessata al motivo della mia presenza in Kenya; trattandosi di una zona rurale non capita tutti i giorni di incontrare persone bianche.
Ogni mattina, durante il tragitto verso la scuola, incontro gli abitanti del posto e tutti salutano augurando una buona giornata. È molto divertente vedere come si sbraccino anche dall’altro lato della strada, solo per regalarti un semplice ma caloroso buongiorno.
In particolare ricordo un pomeriggio trascorso a casa di una collaboratrice scolastica, Lucy. Ci ha invitato per farci conoscere la sua famiglia. La sua casetta, costruita con assi di legno e un tetto in lamiera, è estremamente umile: lì vivono Lucy, suo figlio e i suoi genitori, rispettivamente di 98 e 102 anni. Nonostante le loro condizioni, ci hanno accolti con grande generosità, offrendoci un pranzo sorprendentemente ricco. Abbiamo poi trascorso il pomeriggio a chiacchierare e ridere insieme. È stato un momento semplice ma piacevole, che mi ha insegnato a riflettere sulle vere fortune della vita.
Nello specifico, il progetto di Servizio Civile a cui ho preso parte rientra nell’ambito educativo. Il sistema scolastico ed educativo locale è diverso, sia nei metodi sia nell’approccio; per questo è stato fondamentale inserirsi con gradualità all’interno delle comunità scolastiche e comprendere come operare e offrire supporto nel modo più adeguato possibile.
Trascorrendo molto tempo a scuola, ho ogni giorno l’opportunità di socializzare con bambini e ragazzi. Con loro sto riscoprendo un modo genuino e semplice di divertirsi: giocare a palla, fare gara di salti, usare i sassolini come biglie o semplicemente correre nel campo facendo rotolare un copertone.
Questa esperienza in Kenya mi sta insegnando che la ricchezza non si misura in ciò che si possiede, ma nel modo in cui si vive il tempo e le relazioni. Rallentare, osservare, condividere e dare valore alle piccole cose sono le parole chiave che voglio portare con al mio rientro in Italia.
Gaia
